Città di Vignola

Visite a Palazzo Barozzi e alla sua scala a chiocciola

 

Palazzo Barozzi si trova nel centro storico di Vignola, in piazza dei Contrari. L'edificio e la sua celebre scala a chiocciola sono aperti nelle giornate di sabato, domenica e nei giorni festivi infrasettimanali secondo il seguente calendario:

- da novembre a marzo dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18;
- da aprile a ottobre dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 19.

Chiusure: 1° gennaio - Pasqua - Natale

Costo del biglietto d'ingresso: 2 Euro a persona

Per ulteriori informazioni si può contattare:
Parrocchia di Vignola - Tel. 059.771062
email: palazzobarozzivignola@gmail.com

Punto Informativo Turistico di Vignola - Tel. 320.4322318
email: tralemurainfopoint@comune.vignola.mo.it

Ufficio Sport Associazionismo e Gemellaggi del Comune di Vignola - 059.777606
www.comune.vignola.mo.it

 

PALAZZO BAROZZI

E’ un elegante palazzo rinascimentale quasi del tutto integro nella sua morfologia. Fu costruito negli anni 1560-67 circa, su ordine di Ercole Contrari il Vecchio dal “magistro/muratore” Bartolomeo Tristano di Ferrara su progetto del grande architetto vignolese Jacopo Barozzi detto il Vignola; per questo iI palazzo è conosciuto come Palazzo Barozzi.

Per la sua costruzione furono abbattute 11 case tra le quali quella della famiglia di Jacopo Barozzi.

Con la fine della Signoria dei Contrari, avvenuta alla morte del conte Ercole il Giovane, ultimo discendente della dinastia, il Palazzo divenne proprietà della famiglia Boncompagni, loro successori nel marchesato vignolese dal 1577, che restarono proprietari del palazzo fino al 1949, allorchè venne acquistato dalla Parrocchia di Vignola.

Il palazzo ha un corpo di fabbrica di pianta leggermente rettangolare a cui sono annesse due ali laterali; quella di sinistra contiene la famosa scala a chiocciola. Il palazzo si sviluppa su quattro piani: il piano interrato e il piano terra rialzato erano destinati alle cucine, agli approvvigionamenti e all’andamento della casa; il piano nobile era la parte dove il feudatario viveva e riceveva, mentre il sottotetto era destinato alla servitù. Recentemente è stato eseguito un restauro che ha interessato il seminterrato (che ospitava le cantine, la cucina, due pozzi, il forno) e il primo ciclo della scala elicoidale autoportante del Barozzi. Tra i diversi ambienti recuperati nel piano interrato, è stata ricavata una splendida sala conferenze.

LA SCALA A CHIOCCIOLA DI PALAZZO BAROZZI

Nell’ala di sinistra del palazzo è situata la scala, unica parte verticale che collega i vari piani. Si svolge in una spirale armoniosa costituita da cinque cicli, di cui uno collega il piano terra al seminterrato, due il piano terra al primo piano e i rimanenti due il primo piano al secondo.

E’ totalmente aerea e sostenuta soltanto da una colonna situata nel bellissimo seminterrato e, nei piani superiori, dal muro perimetrale dove sono “incastrati” i gradini autoportanti. La pianta ha forma ellittica, quasi circolare (i diametri sono di m 5,58 e 5,10); è costituita da 106 gradini per un’altezza totale di m 12,33. L’inclinazione della scala cambia a mano a mano che si sale, appoggiandosi sempre di più al perimetro esterno in modo da alleggerire il centro. La sezione trasversale del soffitto risulta inclinata e questo aumenta l’effetto vorticoso dello sviluppo elicoidale della scala nello spazio.

Essa rappresenta un capolavoro architettonico e scenografico di altissimo livello. L’aspetto odierno non è quello originario del ‘500, quando le pareti erano soltanto intonacate e tinteggiate di bianco. Il vano scala venne decorato, insieme alla maggior parte delle altre sale dell’edificio, nel 1880, su commissione del principe Antonio Boncompagni, dai pittori modenesi Fermo Forti e Angelo Forghieri; le pitture sono a tempera con riquadrature geometriche e decorazioni a grottesche, molto in voga nel Rinascimento.

Intorno al 1940 le pareti furono nuovamente imbiancate. Soltanto da pochi anni, grazie a enti, istituzioni e alla Parrocchia, sono state restaurate e portate allo stato attuale.

JACOPO BAROZZI

Jacopo o Jacomo Barozzi, detto il Vignola, nacque a Vignola neL 1507 e morì a Roma nel 1573; è sepolto nella capitale, al Pantheon, dove riposano anche Raffaello ed altre personalità illustri.

Visse a Vignola fino ai 12-13 anni di età, scegliendo poi di andare a studiare pittura e scultura a Bologna, dove scoprì invece la sua grande passione e predisposizione per l’architettura. Trasferitosi a Roma, svolse una vasta e intensa attività al servizio dei Farnese e di diversi papi. Fece parte della cerchia di Michelangelo e di Vasari. Operò anche alla corte di Francesco I re di Francia, per la Reggia di Fontainebleau. Nel 1564, alla morte di Michelangelo, venne chiamato a proseguire i lavori alla fabbrica di S. Pietro a Roma.

Fu universalmente riconosciuto come uno dei più importanti architetti del Cinquecento italiano, ma fu anche un abile pittore, cartografo e ingegnere idraulico, con un grande ingegno pratico nella teoria della prospettiva e nell’arte del costruire.

Jacopo Barozzi scrisse alcuni trattati di architettura, tra i quali la “Regola delli 5 ordini di architettura”, che fissano i canoni degli ordini architettonici e “Le due Regole della prospettiva pratica", (pubblicato postumo).

Le sue opere più famose sono a Roma e nel Lazio, anche se ne ha lasciate notevoli anche a Bologna, Piacenza e in Umbria. Tra le opere più illustri e conosciute a Roma si ricordano il Tempio di S. Andrea sulla via Flaminia, Villa Giulia per Papa Giulio II, la Chiesa del Gesù, Palazzo Farnese. Per il cardinale Alessandro Farnese modificò Palazzo Farnese a Caprarola (VT), rendendolo un capolavoro del Rinascimento.

 

Ufficio Sport, Associazionismo e Gemellaggi

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referenti:
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Referente: Valentina Raffaelli

orari:
Dal Lunedì al Venerdì 8:30-13:00
Giovedì 15:00-17:30

Primo inserimento del 24/02/2011 - Ultimo aggiornamento del 30/10/2018 ore 13:22 - N° visioni: 25.717