Città di Vignola

Proroga della scadenza dell'acconto Imu al 30 settembre 2020

L’Amministrazione Comunale di Vignola, tenuto conto della emergenza coronavirus che ha determinato una crisi economica di gravi proporzioni, ha deliberato, pur mantenendo inalterata la scadenza del 16/06, la possibilità di versare l’acconto IMU 2020 entro il  30/09/2020 senza sanzioni ed interessi.

Tale misura è coerente con l’art.1, comma 775 della Legge 160/2019, in cui è evidenziato che “Resta salva la facoltà del comune di deliberare con il regolamento circostanze attenuanti o esimenti nel rispetto dei principi stabiliti dalla normativa statale” e ha trovato riscontro nella nota di Ifel (la fondazione dell’Associazione dei Comuni italiani) del 21 maggio u.s., con cui si ribadisce, tra l’altro, che l'imu è un'imposta unitaria ad integrale gestione comunale, di cui una parte è destinata allo Stato, non in quanto titolare di un'autonoma obbligazione, ma in quanto beneficiario.

La previsione è inoltre parsa coerente con quanto espresso dalla Legge 662/1996, relativamente ai principi ed ai criteri direttivi per la disciplina delle sanzioni tributarie (vedi art. 3, comma 133, lettera l) richiamato dall’art. 50 L.449/97) in cui è possibile prevedere circostanze esimenti e attenuanti strutturate in modo da incentivare gli adempimenti tardivi e con lo statuto del contribuente che imporrebbe di ridurre gli adempimenti a carico dei contribuenti.

La misura approvata in Consiglio Comunale va, infine, incontro alla richiesta di proroga richiesta dalle principali organizzazione sindacali del territorio.

Purtroppo il Ministero delle Finanze, in data 8 giugno u.s., ha emesso con estremo ritardo (manca meno di una settimana alla scadenza dell'acconto) una risoluzione in cui sostanzialmente sottrae ai Comuni la possibilità di disciplinare le scadenze IMU per la quota statale (fabbricati di categoria D) e l’eventuale esimente per le sanzioni. Vero è che per giurisprudenza di legittimità costante le risoluzioni ministeriali non sono vincolanti, ma questa presa di posizione tardiva mette in difficoltà tutti gli enti come Vignola in cui è stato deliberato altro, ingenerando ulteriore confusione ed incertezza soprattutto nei contribuenti. I quali si trovano ad avere un aggravio di adempimenti, una duplicazione di modelli F24, una maggiore probabilità di errori ed incertezze. Senza considerare le oggettive difficoltà finanziarie che molte imprese presentano proprio ora che l’economia tenta di ripartire.


Cosa fare ora?

Purtroppo non è chiaro nulla. Tuttavia le indicazioni che l’ufficio tributi fornisce sono:

 

1.        per tutti i contribuenti che non posseggono fabbricati D resta la scadenza del 16/6 con possibilità di pagare l’acconto entro il 30/9 senza sanzioni ed interessi;

2.        per i possessori dei fabbricati D (ad esclusione dei D/2 esenti per l'acconto 2020 ed i D/10 esenti per l'anno 2020 in quanto strumentali all'agricoltura):


        - per la quota comunale resta la scadenza del 16/6 con possibilità di pagare l’acconto entro il 30/9 senza sanzioni ed interessi;

  • per la quota statale resta la scadenza del 16/6. In questo caso il MEF non ritiene possibile pagare

l'acconto entro 30/9 senza sanzioni ed interessi (come viceversa ha deliberato il Comune).
Tuttavia ricordiamo che anche per i tributi locali è applicabile lo strumento del ravvedimento operoso che consente di regolarizzare i pagamenti Imu effettuati in ritardo (quota statale compresa) applicando una sanzione pari a:

  • 0,10% per ogni giorno di ritardo entro il 14.o giorno
  • 1,50% entro 30 gg. dalla scadenza (16.7.2020)
  • 1,67% oltre i 30 gg. ma entro i 90 (14.09.2020)

a cui si sommano gli interessi al tasso legale annuo del 0,05%.



                                                                       Roberta Amidei

                                                                          (Assessore al Bilancio)

Primo inserimento del 10/06/2020 - Ultimo aggiornamento del 10/06/2020 ore 19:04 - N° visioni: 534