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Presentato il progetto del nuovo Polo socio-sanitario con il presidente Bonaccini

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Investimenti per 11,5 milioni di euro, ospiterà la Casa della comunità e un Ospedale di comunità. 

Un unico punto di riferimento per i servizi sociosanitari territoriali, un polo in grado di ospitare nello stesso complesso edilizio sia la Casa della comunità, sia l’Ospedale di comunità: sorgerà nella zona nord di Vignola, tra la Circonvallazione e la via per Sassuolo.

L’intervento - sostenuto dalla Conferenza Territoriale Socio Sanitaria - ha un valore complessivo di oltre 11,5 milioni di euro (7,5 milioni per la Casa della comunità e 4 per l’Ospedale di comunità), finanziati con il Pnrr e fondi statali anche a copertura dell’incremento dei prezzi dei materiali. I lavori inizieranno entro aprile: la conclusione è prevista a fine 2025, l’apertura delle due strutture a marzo 2026.

Sabato 6 aprile, nella sala della Protezione civile di Vignola, adiacente al terreno in cui sorgeranno le strutture, è stato illustrato il progetto, alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, della sindaca di Vignola e presidente dell’Unione Terre di Castelli, Emilia Muratori, del presidente della Provincia Fabio Braglia e della direttrice generale dell’Azienda Usl di Modena, Anna Maria Petrini. Presenti, inoltre, la direttrice del Distretto sanitario di Vignola, Federica Casoni, e il direttore del Servizio Unico Attività Tecniche dell’Azienda Usl, Pasquale Romio.

Una presentazione che di fatto suggella la consegna delle aree di intervento da parte dell’Ausl all’impresa che eseguirà i lavori.

“Questo progetto rappresenta un bell’esempio di quel processo di integrazione di servizi di assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale nel quale la Regione crede fortemente e investe da tempo- ha commentato Bonaccini-  I cittadini di Vignola avranno un’unica, moderna e bella struttura a cui accedere, capace di dare una risposta di prossimità ai diversi bisogni di cura. Un riferimento, dunque, non solo per i malati, ma anche per i loro familiari e per il mondo del volontariato. E l’ennesima conferma che è necessario rafforzare il nostro sistema di sanità pubblica, se vogliamo dare riscontri efficaci alle nuove necessità delle comunità. Ringraziamo in particolare l’Azienda sanitaria e i Comuni coinvolti nel progetto, dalla cui ottima collaborazione prenderà vita questa realtà, di vero servizio per il territorio e la comunità”.

L’edificio sarà realizzato su un lotto urbanizzato concesso dal Comune all’Ausl, con la costituzione di un diritto di superficie per una durata di cinquant’anni, rinnovabili. Il lotto ha una superficie complessiva di 19mila metri quadri. Oltre ai servizi sanitari, il polo ospiterà anche professionisti dei Servizi dell’Unione Terre di Castelli e associazioni di volontariato che collaboreranno con i professionisti e interagiranno con i cittadini che frequenteranno la Casa della comunità.

I servizi offerti

La Casa della comunità, come altre case analoghe già aperte in provincia di Modena, offrirà servizi sociosanitari essenziali quali il punto prelievi, l’ambulatorio dell’Infermieristica di comunità e ambulatori per le visite specialistiche. Sarà presente un’intera area materno-infantile con servizi dedicati: il Consultorio, lo Spazio giovani, il Centro per le famiglie dell’Unione Terre di Castelli, la Pediatria di comunità, gli ambulatori della Neuropsichiatria infantile e adolescenza. Il Polo lavorerà in stretta sinergia con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta del territorio.

L’Ospedale di comunità (Osco) sarà dotato di 15 posti letto per accogliere persone che, per un limitato periodo di tempo, hanno bisogno di cure difficilmente gestibili a domicilio o hanno malattie che richiedono controlli periodici e terapie particolari. Possono essere ricoverati negli Osco persone affette da patologie croniche che improvvisamente hanno una riacutizzazione, per la quale tuttavia non è necessario il ricovero in ospedali più grandi, oppure pazienti dimessi dall’ospedale che necessitano di un periodo di assistenza infermieristica continua o di un supporto riabilitativo- educativo prima di poter tornare a casa. Così come pazienti che hanno bisogno di assistenza nella somministrazione di farmaci o nella gestione di presidi e dispositivi.

L’Osco di Vignola andrà ad aggiungersi agli altri Ospedali di comunità già presenti in provincia (Castelfranco, Fanano e Novi di Modena) e a quelli che apriranno nei prossimi anni, a Baggiovara, frazione di Modena, e a Maranello, per il Distretto di Sassuolo (entrambi con attivazione prevista a fine 2025).

“Oggi presentiamo un progetto particolarmente innovativo e strategico per tutto il Distretto di Vignola- ha sottolineato la direttrice generale dell’Ausl di Modena, Anna Maria Petrini- Il Polo sociosanitario, fortemente sostenuto dalla Conferenza Territoriale Socio Sanitaria, sarà punto di riferimento per i cittadini non solo per i servizi sanitari territoriali ma anche per i servizi sociali e di sostegno alla genitorialità, grazie ad un’ottima sinergia con il Comune. Il Polo sociosanitario di Vignola è un altro tassello importante nello sviluppo della sanità territoriale che stiamo portando avanti in tutta la provincia di Modena con nuove strutture che apriranno nei prossimi anni”.

“Il nuovo Polo sociosanitario è un’opera fondamentale per tutti i cittadini del Distretto di Vignola (che comprende gli otto Comuni dell’Unione e il Comune di Montese)- sottolinea la sindaca di Vignola e presidente dell’Unione Terre di Castelli, Emilia Muratori-  Oltre all’implementazione di nuovi servizi favorirà la fruibilità di quelli già presenti sul territorio collocati in spazi più adeguati. Il nuovo Polo sorgerà sul terreno acquistato dal Comune di Vignola per un costo di circa 380mila euro, un’area che potrà ospitare anche la nuova sede della Casa residenza per anziani e del Centro diurno in sostituzione delle attuali strutture ormai un po’ datate. L’area è stata concessa in diritto di superficie per un periodo di 50 anni, rinnovabile. I nove Comuni del Distretto sanitario si faranno carico dei costi e della realizzazione delle opere di urbanizzazione necessarie all’intero comparto. Desidero, infine, ringraziare la Conferenza territoriale sociosanitaria e il suo presidente Gian Carlo Muzzarelli per aver sostenuto questa progettazione. Grazie anche alla Direzione sanitaria, ai tecnici dell’Ausl e alla dottoressa Federica Casoni per la collaborazione e l’impegno profuso in questi mesi”.

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