Jacopo Barozzi
(1507-1573)
Tra i più rappresentativi architetti italiani della seconda metà del Cinquecento, fu anche pittore, scultore e trattatista.
Tra le opere di architettura rimaste a testimoniare la sua grandezza si annoverano la facciata di San Petronio a Bologna, la grandiosa opera del Naviglio, il Palazzo Ducale e il Palazzo Farnese a Piacenza, la Chiesa del Gesù a Roma, la Villa del cardinal Farnese a Caprarola nonché il Palazzo Boncompagni di Vignola.
Tra le opere di trattatistica sono da ricordare in modo particolare gli studi sulla prospettiva "Le due regole della prospettiva pratica", che definendo il valore e la funzione dei punti di distanza, completa le nozioni teoriche dei primi trattatisti rinascimentali, e la "Regola delli cinque ordini d'architettura", un'opera fondamentale che detta regole chiare, pratiche e facilmente applicabili.
Ludovico Antonio Muratori
(1672-1750)
Letterato e storico tra i più importanti della sua epoca, laureatosi ed ordinato sacerdote, fu assunto nel 1695 quale dottore presso la Biblioteca Ambrosiana.
Nel 1700 fu chiamato da Rinaldo I, duca di Modena, alla direzione della sua ricca biblioteca privata: a Modena iniziò la sua ricchissima produzione filologica di opere storiche fondate sullo studio delle cronache e degli atti archivistici. Tra le sue maggiori opere vanno ricordate:
i "Rerum Italicarum Scriptores", le "Antiquitates italicae medii aevi", e gli "Annali di Italia".
Giacomo Cantelli
(1643-1695)
Geografo e cartografo originario di Monteorsello.
Compiuti gli studi umanistici a Bologna, prestò servizio, in qualità di segretario, presso il marchese Obizzo di Ferrara.
Nel 1685 venne nominato da Francesco II d'Este geografo ufficiale del ducato di Modena e bibliotecario di corte.
La sua notorietà, nonostante le scarse e lacunose notizie sulla sua vita, è legata alla città di Venezia, dove fu nominato "Geografo del Serenissimo".
La maggior parte delle sue carte furono inserite nel "Mercurio Geografico", il noto atlante pubblicato a Roma nel 1692 dai De Rossi.
Numerose e pregevoli carte sono custodite presso la Biblioteca Comunale di Vignola, all'interno del fondo Cantelli.
Agostino Paradisi
(1736-1783)
Letterato vignolese, compì i primi studi letterari presso il Collegio Nazzareno di Roma. Unì allo studio della lingua e della letteratura italiana, lo studio del francese e dell'inglese, applicandosi contemporaneamente alla Storia. Ottenne importanti incarichi pubblici come "Oratore" dei Duchi d'Este e nel 1772 fu nominato da Francesco III d'Este Presidente della Classe delle Belle Lettere dell'Università di Modena. Tra le sue principali opere si annoverano gli scritti di poesia "Versi sciolti",saggi "Saggio Metafisico sopra l'entusiasmo nelle Belle arti", e varie orazioni "Orazione nel solenne aprimento dell'Università di Modena, 25 novembre 1772".
Pietro Minghelli
(1780-1822)
Pittore vignolese, si formò all'Accademia di Belle Arti di Modena seguendo gli insegnamenti del celebre architetto modenese Giuseppe Maria Soli. Divenuto professore dell'Accademia di Belle Arti di Modena, acquistò fama soprattutto come affrescatore di cicli pittorici di gusto prettamente Neoclassico. Lavorò come restauratore presso il Palazzo Comunale e il Palazzo Ducale di Modena. A Vignola rimane il ciclo di affreschi realizzato per Villa Tosi-Bellucci, oggi sede comunale.
Francesco Selmi
(1817-1881)
Illustre scienziato e chimico, dopo aver compiuto gli studi presso le scuole dei Gesuiti, intraprese gli studi di chimica presso l'Università di Modena dove si diplomò nel 1839. Allo scoppio dei moti del 1848 fu tra i patrioti che insorsero e che dovettero riparare come esuli a Torino sino al compimento dell'Unità d'Italia. Chiamato a Torino in qualità di Capo di gabinetto del Ministro, nonché provveditore agli studi, nel 1867 venne nominato professore ordinario di Chimica e di Tossicologia all'Università di Bologna dove compì le scoperte più importanti della sua attività di scienziato. Dal 1865 alla morte, avvenuta a Vignola il 13 agosto 1881, il Selmi si occupò anche di studi letterari in particolare danteschi.
Alessandro Plessi
(1824-1907)
Storico vignolese, si distinse in varie discipline tra cui la giurisprudenza, la filologia, la matematica, la musica e il disegno. Si prodigò in campo civile occupando varie cariche: nel 1853 sotto il Governo Estense fu nominato Podestà di Riccò e a partire dal 1860 fu eletto Sindaco di Vignola, carica che conservò fino alla morte avvenuta nel 1907. Istituì assieme a Don Rodolfi la locale Biblioteca Comunale e fu tra i fondatori dell'Asilo Infantile, della Società Vignolese di Storia Patria e di quella di Mutuo Soccorso. Il suo nome rimane legato a varie monografie storiche e principalmente alle "Istorie Vignolesi".