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Guida di Vignola » Storia » Itinerario Storico di Vignola

 

 

 

La Rocca di Vignola

Il profilo della città di Vignola si identifica con la sua celebre Rocca, uno degli esempi più interessanti di architettura fortificata della Regione.
Citata già nel secolo IX, la tradizione la vuole fondata da Sant'Anselmo abate di Nonantola, come presidio a difesa dei territori dell'Abbazia.
Soggetta nel X secolo al Vescovo di Modena, la Rocca divenne successivamente proprietà dell Comune di Modena nel 1227, per passare dopo diverse vicissitudini militari agli Estensi che nel 1401 la donarono a Uguccione Contrari.
Sorta come struttura difensiva, con la signoria dei Contrari la Rocca fu trasformata in sontuosa dimora ricca di decorazioni ed affreschi sul modello delle dimore estensi ferraresi.
Estinta la dinastia dei Contrari con l'assassinio di Ercole, la Rocca fu acquisita nel 1577 dalla famiglia Boncompagni che ne conservò la  proprietà fino al 1965, quando la Cassa di Risparmio di Vignola la acquistò per poi retrocederla nel 1998 alla Fondazione di Vignola, che oggi provvede alla gestione e valorizzazione, organizzando nelle sue sale eventi culturali di varie tipologie.

  

                                                               Cappella

                

               Sala dei Leoni e Leopardi                              Sala dei Contrari  


Le Sale della Rocca derivano i loro nomi dai motivi ricorrenti raffigurati negli affreschi, tutti risalenti alla prima metà del XV secolo, all'epoca della signoria dei Contrari.
Al pianterreno: Sala dei Leoni e dei Leopardi; Sala delle Colombe; Sala degli Anelli.
Al piano superiore o Nobile: Cappella decorata con un prezioso ciclo di affreschi tardo-gotici; Sala delle Dame; Sala del Padiglione; Sala dei Cani; Sala degli Stemmi; Sala dei Tronchi d'albero.
Dopo la salita al cassero, dal quale si gode una splendida vista sulla piazza antistante la Rocca dominata da Palazzo Boncompagni e sull'antico borgo di Castelvecchio, è possibile visitare gli alloggi degli armigeri, poi trasformati in prigioni, e i camminamenti di ronda che collegano tra loro le torri di Nonantola, delle Donne e del Pennello. Nei sotterranei si trova la suggestiva Sala dei Contrari, oggi utilizzata per convegni, conferenze e concerti.

Rocca di Vignola
Piazza dei Contrari 4, 41058 Vignola (Mo)
Sito Internet: www.fondazionedivignola.it
E-mail:
rocca@fondazionedivignola.it
Per visite e informazioni
Tel. 059/77.52.46 – Fax 059/76.25.86
Visite guidate
Associazione Culturale Eidos, cell. 328/845.85.74

Ingresso gratuito - Giorno di chiusura: lunedì
Orario di visita invernale
feriale: 9.00-12.00  14.30-18.00  
festivo: 10.30-12.30  14.30-18.00

Orario di visita estivo

feriale: 9.00-12.00  15.30-19.00  
festivo: 10.30-13.00  15.30-19.00
(L'orario varia in coincidenza con l'introduzione dell'ora legale )

Palazzo Boncompagni (o Palazzo Barozzi)

Sorge su un lato della piazza dei Contrari antistante la Rocca e fu realizzato intorno al 1566-67, per volere di Ercole Contrari, dall'architetto ferrarese Bartolomeo Tristano, all'epoca operante per il duca di Modena Alfonso II.
Edificato su progetto del noto architetto vignolese Jacopo Barozzi, l'edificio consta di un corpo centrale e due laterali, con portale a bugnato.

 

All'interno si può ammirare la scala a chiocciola a pianta ovale costruita da Bartolomeo Tristano sempre su disegno del Barozzi.
Passato ai Boncompagni, dopo essere stato trascurato per molto tempo, nel 1880 per volere del principe Antonio Boncompagni Ludovisi fu affrescato dai pittori modenesi Fermo Forti e Angelo Forghieri.
In facciata si trova la targa in bronzo con l'effigie dell'architetto Iacopo Barozzi detto "il Vignola", opera dello scultore savignanese Giuseppe Graziosi. (1905 ca.)
Di proprietà della Parrocchia di Vignola, è sede del Circolo ACLI

Chiesa Parrocchiale dei SS.Nazario e Celso

In origine costruita nelle immediate vicinanze del Castello è menzionata ufficialmente per la prima volta in un documento del 1299 assieme alla chiesa di San Martino in Centoripe. All'epoca di Uguccione dei Contrari la chiesa fu ricostruita ed ampliata entro le mura del castello. Nel 1680 fu ampliata e ricostruita in stile corinzio su disegno di Zaccaria Pellini. Innalzato il corpo centrale della chiesa, il braccio trasversale della croce latina, il presbiterio e il coro rimasero incompiuti a causa di dissensi interni alla comunità parrocchiale. I lavori di completamento ripresero solo a partire dal 1792 quando la direzione dei lavori fu affidata al Toschi, che ridusse l'originario progetto del Pellini: nel braccio sinistro della croce latina venne costruita la sagrestia con accanto il presbiterio, mentre il coro venne adattato in uno spazio piuttosto angusto dietro l'altare maggiore. Nel 1841 l'architetto Cesare Costa venne incaricato dell'ampliamento della chiesa ridotta a forma basilicale: furono abbattuti il vecchio coro e la sagrestia.

                     

L'ultimo intervento in ordine di tempo risale al 1889 quando, sotto la direzione dell'architetto Carlo Barberi, fu completata la facciata in stile classico con colonnati e capitelli corinzi. Nel 1890 alla sommità del campanile fu collocata una cuspide per consentire alla chiesa di imporsi maggiormente nel contesto urbano. Oggi la chiesa si mostra in tutta la sua imponente facciata di ordine gigante, sormontata da un frontone con decorazioni a cornice. Nell'interno a tre navate si conservano dipinti di Elisabetta Sirani, Francesco Stringa e Adeodato Malatesta e una Pietà in bronzo dorato dello scultore vignolese Ivo Soli.

Chiesa di Santa Maria in Tortiliano detta "La Rotonda"

Ubicata sul Poggio Ericino, la Chiesa di Santa Maria in Tortiliano così citata in un documento dell'826, fu riedificata completamente nel 1491 per volere del nobile vignolese Bartolomeo Moreni, secondo i modelli architettonici rinascimentali diffusi in area lombarda.
Il tempietto ha rigorosa pianta circolare ed appare formato da due cilindri sovrapposti.
L'interno, circolare, si articola in modo armonico su otto nicchioni scavati nella muratura del primo ordine del tamburo coperto da una cupola emisferica.

La derivazione da invenzioni bramantesche, diffuse in Lombardia e accolte in Emilia proprio alla fine del Quattrocento, resta evidente nella calibrata euritmia dei volumi interni e nella sobria compattezza dell'insieme. All'interno si trovano un affresco con la Madonna in trono con il Bambino e donatori ed un paliotto in scagliola del XVIII secolo con decorazione a racemi che delimitano lo scudo gentilizio della famiglia Moreni. La Chiesa è oggi di proprietà privata.

                                                

Santuario della Madonna della Pieve                                             "La Rotonda"
                                                                          

Villa Tosi-Bellucci

Sede comunale dal 1916, l'antica proprietà dei Bellucci modificata ai primi dell'Ottocento su disegno dell'architetto vignolese Giuseppe Maria Soli, si presenta oggi con un corpo centrale quadrato di gusto neoclassico e due corpi laterali aggiunti in un periodo successivo.
All'interno è possibile ammirare gli affreschi del pittore vignolese Pietro Minghelli.
All'esterno, collocato al centro del giardino il Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, opera dello scultore vignolese Luigi Bondioli.

Torre Galvani e giardino pensile

Delle quattro torri inserite nella cerchia delle mura e che prendevano il nome dalle famiglie che ne avevano la custodia (la "Fontana" o del Cannone, la "Moreni", la "Galvani", e la "Emiliani") resta soltanto la torre dei Galvani, con il caratteristico galletto segnavento.
La torre fa parte di uno degli itinerari delle "Case Torri", tra le quali si segnala la Torre del Sale in località Tavernelle.
Dalla strada è possibile intravedere il giardino pensile, realizzato nel XV secolo dalla famiglia Galvani sulla cinta muraria e trasformato ai primi dell'Ottocento in un raffinato giardino neoclassico, un "unicum" nel panorama dei giardini emiliani.

Da segnalare la Villa dei Galvani, d'epoca neoclassica, decorata al suo interno con affreschi di Pietro Minghelli, residenza di villeggiatura e cenacolo culturale dei conti vignolesi. La Torre, la villa e il giardino sono attualmente di proprietà privata.

 

                 

                   Villa Tosi - Bellucci                                            Torre Galvani

 

Santuario della Madonna della Pieve

Alla periferia della città, a lato della strada per Marano sul Panaro, si trova l'antica chiesa che la tradizione vuole eretta all'epoca di Liutprando, re dei Longobardi, sulle fondamenta di un tempio pagano. Fu intitolata a San Martino: da documenti d'epoca si rinviene infatti la denominazione di un San Martino in centum ripis, a causa del dissesto orografico ed idrografico del luogo.
La prima menzione certa della chiesa, tuttavia, compare in un documento del 1174: ubicata presso i confini di Campiglio, sorgeva ai piedi dei colli con la facciata sulla via Claudia che da Savignano volgeva verso il Panaro.
Crollata quasi completamente nel 1400, sulle sue rovine nel 1665 fu eretto un oratorio che conservò dell'antica pieve romanica solo le absidi superstiti.
Nel tempietto, dedicato alla Beata Vergine della Pieve, fu collocata una statua che si suppone risalga al XIII secolo raffigurante la Madonna in trono col Bambino, ancora oggetto di grande venerazione.

L'attuale edificio conserva l'aspetto seicentesco: è preceduto da un portico, è dotato di un piccolo campanile sul tetto e lateralmente si innesta ad un fabbricato adibito a canonica.
Soltanto la parte absidale, con volta a sesto acuto, e gli attacchi delle arcate, con semicolonne in cotto e capitelli svasati, fanno parte della costruzione primitiva.
Murati nell'abside di mezzo si vedono due frammenti in pietra con rilievi a treccia, testimonianze di un più antico edificio.
Le tradizionali funzioni che si celebrano il primo sabato di maggio e l'8 settembre testimoniano il forte legame, ancora oggi esistente, tra l'antica Pieve e la popolazione vignolese.

Casa Natale di Ludovico Antonio Muratori

La casa dove il 21 ottobre 1672 nacque Ludovico Antonio Muratori, è situata nel centro storico di Vignola su via Selmi al nr. 2. Di aspetto modesto, la costruzione consta di due piani ed un portico laterale. All'interno è stato riaperto al pubblico, dopo un accurato restauro, lo "studiolo" del Muratori, con gli arredi dell'epoca.
Il piano terreno è adibito a spazio espositivo, denominato "Salotto Ludovico Antonio Muratori" ed ospita, da settembre a giugno e con cadenza quindicinale, mostre personali e collettive di artisti provenienti da tutta Italia, organizzate dall'Associazione culturale "Amici dell'Arte" di Vignola.
Orario di apertura: giorni feriali dalle ore 16.00 alle ore 19.00; giorni festivi dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00; lunedì chiuso.

                                          

DINTORNI DI VIGNOLA

La collina di Campiglio, con il suo crinale rettilineo da cui si può godere lo splendido panorama di Vignola e della sua valle, è sede di insediamenti umani documentati sin dal Neolitico.
Il toponimo di Campiglio deriva dal latino Campilius e la menzione di un castrum Campilli già nell'anno 1160 fa presumere l'esistenza in loco di una Rocca.
Feudo dei Da Campiglio e dal 1400 dei Rangoni, il borgo di Campiglio si sviluppò intorno al castello ed al mercato.
La Rocca rimase sede della podesteria sino all'epoca napoleonica e l'autonomia della Comunità di Campiglio ebbe fine solamente con l'istituzione di Vignola capoluogo del Cantone del Dipartimento del Panaro.

Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo

Ubicata sulle colline di Vignola, a Campiglio, la chiesa fu eretta nel 1882, su progetto dell'ingegnere Vandelli, sulle fondamenta dell'antico castello di cui restano due torri: una adibita a campanile e l'altra a sagrestia.
L'interno della chiesa è ad un'unica navata con cappelle separate da pilastri. La cappella maggiore conserva un pregevole paliotto in scagliola del XVIII secolo.

Villa Martuzzi -Ripandelli

La villa ubicata sulla collina di Campiglio, si è sviluppata sulla dimora cinquecentesca dei marchesi Rangoni e in seguito alla radicale trasformazione secentesca è stata acquistata nell'Ottocento dai conti Martuzzi Ripandelli.
Caduta in stato di abbandono in seguito all'ultimo conflitto mondiale, negli ultimi anni gli attuali proprietari le hanno restituito l'antica dignità.
Il borgo di Tavernelle sorse nel Seicento per iniziativa dei Rangoni.Le facciate delle case erano dipinte ed avevano portici e decorazioni a rilievo.
L'ultimo edificio dell'antica Tavernelle fu abbattuto nel 1960 per facilitare la viabilità pubblica. Del borgo secentesco oggi rimane solo il Mulino, non più funzionante anche se ben conservato.
Separata attualmente dal nucleo abitativo è la Torre del Sale, un'antica torre colombaia adibita a magazzino del sale per le antiche comunità di Campiglio, Villabianca e Denzano.

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Data ultima modifica: 10/07/2008 - N° visioni: 5.057
 
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Ultimo aggiornamento: Giovedì, 2 Settembre 2010

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